Chi è il dottore in tecniche psicologiche

Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2018

CHI È L’ISCRITTO ALL’ALBO B?
Con il D.P.R. 5 giugno 2001 n.328 e il D.L. 9 maggio 2003 n.105 sono state istituite la sezione A e la sezione B dell’Albo degli psicologi. Agli iscritti nella sezione A spetta il titolo professionale di “Psicologo”, mentre agli iscritti nella sezione B, denominati in un primo momento “psicologi Junior” (come da D.P.R. n.328/2001), spetta il titolo professionale di “Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro” o “Dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità“.

COSA PUO’ FARE L’ISCRITTO ALL’ALBO B?
L’iscritto albo B può svolgere una serie di attività, alcune delle quali sotto la supervisione di una figura senior, altre in autonomia, altre ancora affiancando e collaborando con equipe multidisciplinari.

Chi lavora nell’ambito dei contesti sociali, organizzativi e del lavoro può:
 – realizzare progetti formativi per la promozione dello sviluppo delle potenzialita’ di crescita individuale e di integrazione sociale, e la facilitazione dei processi di comunicazione, e il miglioramento della gestione dello stress e la qualita’ della vita;
– applicare i protocolli per l’orientamento professionale, per l’analisi dei bisogni formativi, per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane;
– applicare conoscenze ergonomiche alla progettazione di tecnologie e al miglioramento dell’interazione fra individui a specifici contesti di attività;
– eseguire progetti di prevenzione e formazione sulle tematiche del rischio a della sicurezza;
– utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneita’ psicologica a specifici compiti e condizioni;
– elaborare i dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
– collaborare con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica; 8) attivita’ didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.

Il professionista che lavora nei servizi alla persona e alla comunita’ può:
– partecipare all’equipe multidisciplinare nella stesura del bilancio delle disabilita’, delle risorse, del bisogni e delle aspettative del soggetto, nonche’ delle richieste a delle risorse dell’ambiente;
– attuare interventi per la riabilitazione, rieducazione funzionale e integrazione sociale di soggetti con disabilita’ pratiche, con deficit neuropsicologici, con disturbi psichiatrici o con dipendenza da sostanze;
– collaborare con lo psicologo nella realizzazione di interventi diretti a sostenere la relazione genitore-figlio, a ridurre il carico familiare, e sviluppare reti di sostegno a di aiuto nelle situazioni di disabilita’:
– collaborare con lo psicologo negli interventi psico-educativi e nelle attivita’ di promozione della salute, di modifica dei comportamenti a rischio, di inserimento e partecipazione sociale;
– utilizzare test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneita’ psicologica a specifici compiti a condizioni;
– elaborare dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
– collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
– fare attività didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.