La sessualità è una dimensione centrale dell’esperienza umana.
Attraversa il corpo, le relazioni, l’identità, il desiderio, il limite, la cura.
È un linguaggio attraverso cui le persone costruiscono significato, appartenenza e benessere, ma anche uno spazio in cui possono emergere fragilità, disuguaglianze e forme di esclusione.
Questo convegno nasce dall’esigenza di pensare la sessualità come un tema trasversale, che non può essere affrontato per compartimenti stagni, ma richiede uno sguardo integrato, capace di tenere insieme aspetti educativi, sociali, sanitari e culturali. Parlare di sessualità significa oggi interrogarsi sulle condizioni che rendono possibile una vita affettiva e relazionale rispettosa, consapevole e accessibile a tutte e tutti.
La prima sessione del convegno propone una lettura trasversale della sessualità, declinandola in alcune aree chiave del presente:
Sessualità e disabilità, per riconoscere il diritto al desiderio, all’affettività e all’autodeterminazione, superando stereotipi e modelli assistenzialistici.
Sessualità ed educazione, come spazio di prevenzione primaria, responsabilità collettiva e investimento sul futuro delle relazioni.
Sessualità e uso di sostanze, per comprendere il rapporto tra piacere, rischio e vulnerabilità, e promuovere pratiche di prevenzione e riduzione del danno.
Sessualità e identità, per leggere le nuove fragilità legate al genere e ai percorsi identitari, riconoscendo la pluralità delle esperienze e dei linguaggi.
Attraverso i contributi di esperte ed esperte del settore, il convegno intende offrire strumenti di riflessione e di lavoro a professionisti e professioniste dell’educazione, della salute, del sociale e della scuola, promuovendo una visione della sessualità come spazio di cura, prevenzione e responsabilità condivisa.
Pensare la sessualità in modo consapevole significa prendersi cura delle persone e delle comunità, costruendo contesti più giusti, inclusivi e capaci di futuro.










