GDL Psicologia di Comunità

LA PSICOLOGIA DI COMUNITA’ 

  1. Chi esercita la professione?

Gli psicologi e le psicologhe di comunità hanno conseguito una laurea in psicologia e afferiscono all’Albo della professione.

Possono lavorare nel servizio sanitario nazionale, nelle cooperative, nel campo della ricerca o della libera professione.

Alla realizzazione degli interventi di comunità collaborano, in ottica interdisciplinare, diverse figure professionali (educatori/educatrici, assistenti sociali, operatori/trici scolastici/che ecc.), la cittadinanza e gli enti presenti sul territorio come associazioni, istituzioni comunali e provinciali. Le parole chiave del lavoro in questo ambito sono: COLLABORAZIONE ed INTERDISCIPLINARIETA’.

 

  1. Quali sono le finalità della psicologia di comunità?

La psicologia di comunità intende PROMUOVERE IL BENESSERE attraverso la pianificazione e l’attuazione di progetti IN COLLABORAZIONE CON I MEMBRI DELLA COMUNITA’, considerati principali esperti del territorio e soggetti attivi di cambiamento.

La disciplina considera l’INDIVIDUO COME INTERDIPENDENTE DAL CONTESTO in cui è inserito e intende favorire un cambiamento che coinvolga al contempo sia il singolo soggetto sia la comunità di riferimento, considerata portatrice di risorse e fonte di motivazione all’azione.

Nella pratica operativa la psicologia di comunità promuove l’EMPOWERMENT, ossia il processo di azione sociale attraverso il quale le persone e le comunità acquisiscono la percezione di essere competenti e la volontà di agire per cambiare il proprio ambiente di vita. I progetti attivati sostengono altresì il SENSO DI APPARTENENZA, la PARTECIPAZIONE ATTIVA e il SENSO DI COMUNITA’ allo scopo di prevenire la marginalità sociale e promuovere l’inclusione.

L’azione della psicologia di comunità è rivolta alla trasformazione sociale attraverso lo sviluppo del senso di AGENCY e di RESPONSABILITA’ dei singoli e della comunità.

Possibili aree di interesse della disciplina sono: il potenziamento delle risorse della comunità e la riduzione dei fattori di rischio, la promozione della salute, dell’empowerment, della qualità della vita, del senso di appartenenza, della convivenza multiculturale, dell’inclusione sociale, della sostenibilità ambientale e la prevenzione del disagio sociale.

 

  1. Qual è l’idea di comunità della psicologia di comunità?

La comunità si configura non solo come luogo geografico, ma prima di tutto come uno spazio relazionale e umano.

Con il termine comunità si fa riferimento a:

–  LUOGHI GEOGRAFICI in cui gli individui condividono valori, tradizioni, usi e costumi, hanno esperienze e bisogni simili;

–  LUOGHI SIMBOLICI, in cui i soggetti sperimentano una relazione di interdipendenza, sviluppano un senso di coesione e appartenenza e condividono aspetti significativi della loro esistenza;

– LUOGHI DI PARTECIPAZIONE, in cui gli interessi collettivi prevalgono su quelli individuali e le persone si sentono nella possibilità di assumersi la responsabilità di decisioni e azioni comuni.

 

  1. Qual è il target della psicologia di comunità?

Il target della psicologia di comunità comprende individui, gruppi e interi contesti sociali in un’ottica multilivello e di influenza reciproca.

Negli interventi di comunità soggetti diversi collaborano, a titolo professionale o solidaristico, alla soluzione di un problema che può essere individuale o di un’intera comunità e ricercano i fattori che possono favorire la salute individuale, familiare o comunitaria.

Ad essere preso in carico non è solo l’INDIVIDUO o il SINGOLO GRUPPO di persone, ma anche il CONTESTO SOCIALE di cui esso fa parte. Nel tessuto relazionale e nelle transazioni che si sviluppano in tale contesto possono, infatti, essere ricercate le cause dei problemi esperiti dagli individui e trovati gli strumenti per potervi far fronte.

La psicologia di comunità può lavorare, tra gli altri, con le FAMIGLIE per favorire le competenze genitoriali; con GRUPPI di giovani per prevenire il disagio e in contesti multietnici per promuovere l’integrazione e lo scambio culturale.

Può operare, ad esempio, nelle SCUOLE per promuovere il benessere organizzativo e nei QUARTIERI del territorio per favorire l’inclusione e la partecipazione attiva, affrontando problematiche di rilevanza comunitaria.

 

  1. Quali sono i metodi e gli strumenti della psicologia di comunità?

La psicologia di comunità si propone di promuovere, nelle persone che condividono gli stessi bisogni, la capacità di riconoscere le proprie risorse e di attivare cambiamenti nella direzione desiderata.

Gli interventi sono declinati a partire dalle caratteristiche del contesto nel quale si opera e, dal punto di vista operativo, prevedono:

  • l’individuazione dei problemi che la comunità percepisce come più rilevanti;
  • la riorganizzazione delle risorse disponibili;
  • la definizione di una leadership che promuova la partecipazione;
  • la proposta e l’attuazione di attività;
  • l’implementazione di strategie che garantiscano la sostenibilità dell’intervento nel tempo.

La metodologia che permette più efficacemente di coniugare l’esigenza di conoscere la comunità con quella di promuovere un intervento migliorativo delle condizioni di vita sperimentate dagli attori coinvolti è la RICERCA-AZIONE partecipata, un percorso flessibile e ciclico di indagine e cambiamento strutturato in forma partecipativa che consente di coniugare il sapere professionale con quello locale. Alcuni modelli specifici di ricerca-azione partecipata di cui si serve la psicologia di comunità sono: i profili di comunità, la ricognizione sociale e il photovoice.

 

  1. Buone pratiche
  • Progetto Tuttinclusi – Banda Musicale Borghetto San Nicolò

Obiettivo: Il progetto Tuttinclusi si propone come un’esperienza innovativa nel contesto bandistico, focalizzandosi sull’obiettivo principale di creare una comunità inclusiva per bambini e ragazzi con differenti livelli di funzionamento. L’obiettivo centrale è valorizzare i punti di forza e le capacità di ciascun partecipante attraverso la condivisione di un interesse comune: la musica.

Territorio di riferimento: Il territorio di riferimento è Borghetto San Nicolò a Bordighera (Imperia), un luogo in cui il progetto si impegna a costruire una comunità inclusiva attraverso la pratica musicale.

Metodo: Il progetto si basa sull’analisi dei punti di forza di ciascun partecipante, promuovendo la costruzione di una comunità inclusiva già presente nell’esperienza della banda musicale. L’attenzione è focalizzata sul gruppo accogliente e sul riconoscimento dei ruoli musicali, che diventano metafora dei ruoli sociali individuali.

Partecipanti: Il progetto coinvolge bambini e ragazzi con diversi livelli di funzionamento, creando un ambiente che li accoglie prima come membri di una comunità e successivamente come musicisti, riconoscendo il ruolo sociale che ognuno svolge.

Strumenti: Gli strumenti principali del progetto Tuttinclusi includono la pratica musicale come mezzo per costruire comunità, la collaborazione con il settore del volontariato, i servizi sociali e sanitari, nonché la creazione di rapporti di fiducia con le famiglie coinvolte. Inoltre, il progetto si avvale di una collaborazione con le scuole locali per arricchire l’esperienza di giovani studenti.

Risultati attesi: Ci si attende che il progetto Tuttinclusi generi una rete solida e sostenibile nel contesto locale, contribuendo al benessere e allo sviluppo di giovani e giovanissimi. L’obiettivo è favorire il senso di condivisione e appartenenza in un territorio che potrebbe offrire limitate risorse per questo target di partecipanti. Il progetto mira a trasformarsi continuamente, adattandosi alle esigenze della comunità e dei suoi membri.

 

  • Progetto In-Divenire: Idee per Diventare Adulti in Resiliente Equilibrio

Obiettivo: Il progetto “In-Divenire” nasce con l’obiettivo di contrastare il disagio giovanile e prevenire l’abbandono scolastico, proponendo attività che coinvolgano i ragazzi e le ragazze, stimolandoli nella positiva autoaffermazione all’interno del gruppo dei pari.

Territorio di riferimento: Il progetto è stato promosso da ANCI Liguria in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi della Liguria, il Forum Ligure del Terzo Settore e istituti secondari di II grado nelle province di Imperia, Savona e La Spezia.

Metodo: Il progetto si articola su due linee d’intervento parallele: la prima, gestita dall’Ordine degli Psicologi, fornisce agli insegnanti linee guida per riconoscere e affrontare diverse forme di disagio giovanile, coinvolgendo gli adolescenti in attività laboratoriali. La seconda, condotta dagli enti del terzo settore, mira a promuovere esperienze ludico-ricreative per avvicinare i giovani alle attività culturali presenti sul territorio. La scelta di questa doppia linea di intervento mira a creare sinergia tra le realtà territoriali e a promuovere un benessere olistico su più livelli.

Partecipanti: Il progetto coinvolge insegnanti, ragazzi e ragazze attraverso una collaborazione attiva tra gli attori coinvolti nel territorio. La metodologia della peer education è utilizzata per coinvolgere gli allievi, con incontri focalizzati sulla creazione di un gruppo di lavoro, l’indagine sui fattori di benessere scolastico e la progettazione partecipata di interventi replicabili.

Strumenti: Gli strumenti principali includono linee guida per gli insegnanti, attività laboratoriali, esperienze ludico-ricreative e la metodologia della peer education. Il lavoro collaborativo tra insegnanti e studenti è finalizzato a creare un ambiente scolastico in cui sia possibile riconoscere, accogliere ed affrontare le situazioni di difficoltà.

Risultati attesi: Il progetto mira a promuovere una comunità scolastica in grado di gestire il disagio attraverso l’identificazione delle difficoltà e la promozione di risposte adattive. La metodologia della peer education favorisce la partecipazione attiva degli studenti, con un focus sulla progettazione condivisa di interventi volti al benessere nel contesto scolastico

 

  • Progetto Patto di Sussidiarietà per il Sestiere del Molo

Obiettivo: Il progetto mira a favorire la partecipazione civica e migliorare la qualità di vita degli abitanti del Sestiere del Molo, attraverso azioni volte a costruire un tessuto sociale inclusivo e coeso, con particolare attenzione alla dimensione interculturale. L’obiettivo finale è la costruzione di una nuova visione del quartiere e la sua trasformazione.

Territorio di riferimento: Il territorio di riferimento è il Sestiere del Molo, estendendosi successivamente ad altre zone del Centro Storico, inclusi i sestieri di Pré e Maddalena.

Metodo: Il progetto si basa sui principi della Psicologia di Comunità e utilizza la leva della riappropriazione degli spazi pubblici. Vengono implementate azioni di progettazione partecipata coinvolgendo gli abitanti per garantire un presidio sociale informale.

Partecipanti: Partecipano attivamente abitanti, giovani, organizzazioni del Terzo Settore, insegnanti e soggetti deboli. La White Dove, Associazione di promozione sociale, è parte attiva nel progetto, occupandosi di buone relazioni attraverso percorsi educativi e psicologici.

Strumenti: Gli strumenti includono questionari, focus group, interviste, allestimenti site-specific e la metodologia della progettazione partecipata. Sono stati attivati hub da parte di altre associazioni, ciascuno con specifiche iniziative come la “Fioristeria del Molo,” “Emporio Solidale,” “BOOM – Bici Officina Maddalena,” e “Momart.”

Risultati attesi: I macro-obiettivi del progetto includono la creazione di momenti di partecipazione nella vita di comunità, il recupero degli spazi fisici per abitanti e visitatori, lo sviluppo di idee progettuali innovative sul territorio. Si prevede la trasformazione del quartiere attraverso la costruzione di presidi territoriali con servizi di ascolto, attività di aggregazione e produzione culturale, con un focus particolare sugli abitanti e i soggetti deboli. La gradualità delle azioni, via via meno bisognose di interventi professionali, mira a mantenere e sviluppare un territorio accogliente e stimolante

 

 

  • Progetto Punta su di te, puntiamo su di noi

Obiettivo: Il progetto mira a sensibilizzare la popolazione e le figure professionali della ASL 2 savonese sul tema del Disturbo da Gioco d’Azzardo, promuovendo un approccio basato sulla Psicologia di Comunità. L’obiettivo principale è promuovere azioni di cambiamento attraverso un processo di azione sociale e empowerment.

Territorio di Riferimento: Il territorio di riferimento è la ASL 2 savonese, con un focus sulla provincia di Savona. L’iniziativa coinvolge attivamente la comunità locale, considerata esperta del proprio territorio.

Metodo: La metodologia della Psicologia di Comunità è implementata attraverso il “mettere a sistema” una serie di iniziative sulla tematica del Disturbo da Gioco d’Azzardo. Si utilizza la ricerca-azione per individuare stakeholder significativi, creare una rete di soggetti e implementare la collaborazione prevista dalla metodologia dello sviluppo di comunità.

Partecipanti: Partecipano psicologi di comunità, membri della comunità, stakeholder significativi, bambini tra i 9 e i 12 anni, adolescenti tra i 13 e i 20 anni, anziani over 65, decisori politici, operatori sociali del territorio.

Strumenti: Gli strumenti includono la ricerca-azione, focus group, brainstorming, e la strategia della peer education. Si svolgono azioni specifiche per i target definiti, e formazioni rivolte a decisori politici e operatori sociali, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla gravità del fenomeno del Disturbo del Gioco d’Azzardo e mettere a regime le normative vigenti.

Risultati Attesi: I risultati attesi includono una rappresentazione completa del fenomeno nel territorio, interventi mirati a bambini, adolescenti e anziani, e una maggiore consapevolezza tra decisori politici e operatori sociali. Il progetto mira a favorire la conoscenza del Servizio per le dipendenze del territorio e aumentare la consapevolezza sull’offerta del gioco d’azzardo. La collaborazione tra istituzioni politiche, sanitarie, scolastiche ed enti del terzo settore è essenziale per la prevenzione primaria e secondaria del disturbo da gioco d’azzardo.

 

Card Psicologia di Comunità

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